Siviglia commemora il 150° anniversario della nascita dei fratelli Machado

Siviglia commemora il 150° anniversario della nascita dei fratelli Machado

Ci sono luoghi che sono molto più che pietra e giardini. Il Palazzo di las Dueñas, residenza sivigliana della famiglia Machado durante i primi anni del poeta, rappresenta non solo uno spazio fisico, ma il luogo fondante dell'immaginario letterario di Antonio Machado. Lì, tra cortili di mirti e limoni, nacque il 26 luglio 1875 quello che sarebbe diventato uno dei poeti più universali della nostra lingua.

150 anni della nascita dei fratelli Machado

Questo 2025 ricorrono i 150 anni della nascita dei poeti sivigliani Fratelli Machado, Manuel (29 agosto 1874) e Antonio Machado (26 luglio 1875). Quest'ultimo è stato omaggiato lo scorso 26 luglio, ma la celebrazione si estende per tutto l'anno con diversi atti commemorativi.

I loro genitori, Antonio Machado Álvarez (1848-1893), noto come Demófilo – antropologo e studioso del flamenco, pioniere nella raccolta del cante jondo –, e Ana Ruiz (1854-1939), formarono una famiglia profondamente legata all'intellettualità e alla cultura. Ebbero otto figli, di cui sopravvissero cinque: Manuel, Antonio, José, Joaquín e Francisco. Tutti loro respirarono arte e conoscenza dalla culla.

Due poeti, due voci, un medesimo albero

Il rapporto tra i fratelli fu sempre di profondo rispetto e ammirazione reciproca. In un dialogo che ritrae le loro personalità poetiche, Manuel affermava ad Antonio: "La tua poesia non ha età. La mia sì. La tua poesia non ha tempo; la mia è foglia caduca". A cui Antonio rispondeva: "La poesia non ha mai età quando è veramente poesia, e la tua lo è"*. Avevano ragione entrambi, anche se il tempo ha dimostrato che Manuel aveva ragione nel valutare la duratura influenza di ciascuno sulla poesia contemporanea.

Antonio Machado fu eletto membro della Reale Accademia Spagnola nel 1927. Nel 1931 scrisse il suo discorso d'ingresso, intitolato Cos'è la poesia?, ma le circostanze politiche gli impedirono di leggerlo. In esso affermava: "La poesia è il più alto sport dell'intelligenza, ma forse il più superfluo. La lirica muore perché il nostro mondo interiore si è impoverito". Da parte sua, Manuel Machado entrò nell'Accademia il 19 febbraio 1938.

Manuel collaborò strettamente con suo fratello in opere teatrali memorabili come La duquesa de Benamejí, Juan de Mañara e La Lola se va a los puertos. La sua opera poetica, con titoli come Alma, Cante hondo, Ars moriendi o Phoenix, sebbene con tratti modernisti, è profondamente segnata dal folklore ereditato dal padre. Dedicò poesie ai palos flamenchi (seguiriyas, soleariyas, tonás, sevillanas), essendo la sua composizione più celebre quella che recita: "Cadice, salata chiarità; / Granada, acqua nascosta che piange... / E Siviglia!".

Antonio Machado: il poeta senza tempo

Tuttavia, come aveva anticipato Manuel, la poesia di Antonio Machado "non ha tempo". Senza tempo, sgorga dall'anima e si connette con il sentimento umano universale, trascendendo luoghi (Siviglia, Soria, Baeza, Parigi, Madrid...) ed epoche.

Antonio Machado rimane uno dei poeti più influenti e amati delle nostre lettere. Le sue sentenze filosofiche, messe in bocca al suo eteronimo apocrifo Juan de Mairena – "Nessuno è più di nessuno", "La verità, non la tua verità, e vieni con me a cercarla; la tua, tienitela" – penetrarono a fondo nell'anima popolare. La sua alta poesia, magistralmente popolarizzata da Joan Manuel Serrat, è arrivata a milioni di cuori: "Camminante, non c'è cammino, / il cammino si fa camminando"; "La mia infanzia sono ricordi / di un cortile di Siviglia"; "E alla fine, nulla vi devo; / mi dovete quanto ho scritto"; "Questi giorni azzurri, questo sole della mia infanzia" – quest'ultimo verso ispirò il magnifico documentario di Laura Hojman, Los días azules –; e quei "Vecchi ulivi assetati... / Uliveti polverosi / della campagna andalusa".

Il suo addio visionario, scritto prima di attraversare la frontiera verso l'esilio, continua a risuonare con forza inarrestabile: "E quando giungerà il giorno dell'ultimo viaggio, / e sarà in partenza la nave che mai dovrà tornare, / mi vedrete a bordo leggero di bagaglio, / quasi nudo, come i figli del mare"*. Un addio che conferma che la sua voce, veramente, non ha data di scadenza.

Una mostra imprescindibile a Siviglia

In occasione di questo 150° anniversario, la Fondazione Unicaja ospita la mostra 'Siviglia e Antonio Machado. 150° anniversario della nascita del poeta (1875-2025)' presso il suo Centro Culturale di Siviglia (avda. de la Palmera, 45).

La mostra, curata da Antonio Rodríguez Almodóvar, approfondisce il rapporto e l'influenza della città ispanica sulla vita e l'opera del poeta attraverso scritti e documenti appartenenti al lascito machadiano. Realizza un percorso attraverso diverse tappe della vita di Antonio Machado: la sua nascita, la sua prima infanzia e il suo soggiorno nel Palazzo di las Dueñas, tra gli altri. Avvenimenti e luoghi riflessi nelle sue poesie che lasciano evidente la trascendenza di Siviglia nello sviluppo personale e letterario dell'autore.

La mostra potrà essere visitata fino al 31 ottobre, con ingresso gratuito, in orario da lunedì a venerdì dalle 10:00 alle 14:00 e dalle 16:00 alle 19:00, e domeniche e festivi dalle 10:00 alle 14:00. Un'occasione unica per immergersi nell'universo machadiano.

Visita il Palazzo di las Dueñas, culla del poeta Antonio Machado

Naturalmente, nessuna visita a Siviglia in questo anno machadiano sarebbe completa senza recarsi al Palazzo di las Dueñas. Questo edificio emblematico, proprietà di Casa d'Alba, apre le sue porte al pubblico per percorrere le sue stanze, giardini e cortili, dove il tempo sembra essersi fermato.

Dichiarato Monumento Storico-Artistico nel 1931, il palazzo combina gli stili gotico-mudéjar e rinascimentale, e ospita un'impressionante collezione d'arte con più di 1.400 pezzi, tra dipinti, sculture e arazzi. Passeggiare per i suoi giardini significa addentrarsi nello stesso paesaggio che abitò l'infanzia del poeta, quel Cortile di Siviglia che tanto evocò nei suoi versi.

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Vi aspettiamo a Siviglia!